GASDOTTO SNAM, VERSO LA CONCLUSIONE DELLA VICENDA MA GLI AMBIENTALISTI DICONO: NON ALZEREMO BANDIERA BIANCA
Con la riunione di domani a Roma convocata dal governo sul caso del gasdotto Snam potrebbe essere scritta la parola fine alla lunga travagliata vicenda. Ma gli ambientalisti, pur non tacendo il timore di un esito infausto della battaglia, dicono subito che non alzeranno bandiera bianca, non saranno alla resa. “Il sopruso contro la ragione : è quello che accadrà lunedì 11 luglio in occasione dell’ultima riunione indetta dal Governo sul metanodotto Sulmona – Foligno. L’esito è scontato : il metanodotto verrà autorizzato, contro ogni logica ambientale, climatica, economica e democratica. Perché così vogliono i “padroni del vapore”, cioè le grandi compagnie dei combustibili fossili che, in nome del Dio denaro, dettano la loro linea non solo al Governo italiano ma allo stesso Parlamento europeo che proprio alcuni giorni fa ha classificato come fonti “verdi” e sostenibili perfino il metano e il nucleare, che potranno quindi ricevere finanziamenti, dirottando miliardi di euro verso fonti dannose per la salute e per il pianeta e sottraendoli alle rinnovabili. Un voto, quello del Parlamento europeo, inaccettabile perché espressione di una politica sempre più asservita alle lobby del gas e del petrolio, e che rischia di rafforzare il peso geopolitico della Russia e di aumentare i suoi profitti”. A sostenerlo sono gli ambientalisti dei comitati cittadini. “Il metanodotto verrà autorizzato grazie anche al vergognoso voltafaccia del presidente Marco Marsilio, secondo il quale la Regione non ha nessuna competenza su un’opera gigantesca e altamente impattante che devasterà l’ambiente naturale dell’Appennino centrale, vero scrigno di biodiversità, e che andrà ad aumentare i rischi di territori estremamente fragili sotto il profilo sismico. Definiscono la Linea Adriatica, di cui fa parte il Sulmona – Foligno, un’”opera strategica”, indispensabile per far fronte all’attuale crisi energetica conseguente alla guerra in Ucraina. Ma si tratta di una colossale bugia” affermano gli ambientalisti, chiedendo “come può essere “strategica” una infrastruttura che, secondo l’ultimo Piano Snam, dovrebbe entrare in esercizio nel 2034? Come può essere fronteggiata una emergenza di oggi a distanza di dodici anni, quando, tra l’altro, l’Europa dovrà aver ridotto di almeno il 40 per cento l’uso del metano, un gas fortemente climalterante? Che si tratti di un’opera del tutto inutile lo conferma indirettamente lo stesso ministro Cingolani che due settimane fa ha dichiarato che l’Italia ha già trovato il gas da sostituire a quello russo: ribadiamo, dov’è l’emergenza che giustifichi la costruzione di un’opera che non serve ? Infatti, la Linea Adriatica non c’entra nulla con la guerra perché fa parte della rete metanifera interna, che è già sovradimensionata rispetto ai consumi del Paese e ancora di più lo sarà in futuro. Ma se è inutile perché costruirla? La verità è lampante e la risposta è fin troppo semplice : la Snam guadagna sulle opere, non sulla vendita del gas; e a pagare saranno da un lato l’Europa (cioè noi cittadini), con i suoi lauti finanziamenti, e dall’altro sempre noi cittadini attraverso la bolletta energetica. Il costo degli impianti, infatti, è compreso in bolletta e, nel caso della Linea Adriatica aumenta incredibilmente di anno in anno, fino ad arrivare oggi alla bella cifra di 2 miliardi e 338 milioni di euro”. “Il Governo si dice preoccupato per il cambiamento climatico. Ma la preoccupazione è solo una menzogna, una falsità, perché le politiche del Governo vanno esattamente nella direzione opposta e accentueranno ancora di più la crisi climatica. L’ipocrisia è tale che il giorno dopo aver commemorato le vittime della tragedia della Marmolada, Draghi e mezzo governo sono volati ad Ankara a stringere le mani di Erdogan, da loro stessi definito un dittatore e a siglare un accordo per un nuovo inutile e costosissimo gasdotto. Da lunedì, dunque, dopo quasi quindici anni di lotta, i cittadini dovranno considerare persa la loro battaglia? No, noi non alziamo bandiera bianca. Continueremo a lottare con tutti i mezzi a nostra disposizione, sul piano legale e su quello sociale e popolare. Autorizzare un’opera non significa che si farà comunque. Proprio da noi ne abbiamo un esempio : da oltre 20 anni la Snam ha l’autorizzazione per il raddoppio del metanodotto Sulmona – Oricola, ma i lavori non sono mai cominciati.I cittadini, però, non possono essere lasciati soli da quei rappresentanti istituzionali ai quali hanno dato voto e fiducia: salvo poche lodevoli eccezioni, la politica è distante dalle persone ed è ora che esca dal letargo, dall’ambiguità e dalla supponenza in cui è sprofondata, se davvero ha a cuore le sorti del nostro territorio e delle future generazioni” concludono i comitati ambientalisti.